Nell’informativa sull’operazione Staffa, la Dia (Direzione investigativa antimafia) di Napoli riporta anche un episodio di un giro di assegni: si parla di centinaia di migliaia di euro da scontrare presso la finanziaria sammarinese.

Nel vorticoso giro di telefonate per piazzare questi cheques di illecita provenienza si parla di tutti i protagonisti della vicenda, tra cui spiccano i nomi dei tre sammarinesi colti da mandato di arresto: Livio Bacciocchi, Roberto Zavoli  e Oriano Zonzini.

Il rapporto fra i tre sammarinesi esce allo scoperto dalla conversazione nr. 3632, delle ore 15:58 del 30.10.2008: l’avvocato Baciocchi parla con Zavoli e gli dice che hanno fatto il discorso degli assegni in scadenza. Baciocchi dice che ha convinto Zonzini a fare una sorta di cessione. Baciocchi dice che restano fuori solo gli assegni italiani che scadranno più in là. Zavoli chiede a Baciocchi se si possono fare gli assegni intestati ad una ditta e girati liberi, come gli ultimi che hanno cambiato. Baciocchi risponde affermativamente, se sono riferiti agli altri in quanto Zonzini gli crea dei problemi in questa fase. Baciocchi dice che sarebbe meglio che gli assegni li presentasse un altro, in modo che non ci sia collegamento. Baciocchi fa l’esempio dell’idraulico che potrebbe presentare cinque o sei assegni. Zavoli chiede se può far girare assegni italiani con l’idraulico. Baciocchi dice che cinque assegni di 12 mila euro cadauno glieli possono far fare. Baciocchi dice che una terza persona sta bene alla banca centrale, in quanto è difficile trovarne uno. Baciocchi chiede se, oltre a questo, ha altre persone che possono andare lì a fare le operazioni. Baciocchi dice che, domani mattina, andranno a togliere tutti gli assegni sanmarinesi.

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La sorpresa, tutt’altro che gradita è arrivata ad alcuni utenti della TMS dopo che, recentemente, l’IPhone della Apple, ha distribuito un aggiornamento del software del cellulare, chiamato iOs5.

Gli utenti hanno effettuato l’aggiornamento indicato dalla Apple e i telefoni hanno continuato a funzionare normalmente, se non fosse per l’arrivo di alcune bollette allucinanti: importi da 1200, 2000 euro, fino oltre 3000 euro.

 

Ovviamente, gli utenti interessati hanno richiesto spiegazioni alla TMS e la risposta che gli è stata fornita è che l’aggiornamento modificava un parametro che faceva sì che nel traffico dati il telefonino aggiornato fosse sempre collegato in roaming, cioè tramite gestori diversi e a condizioni molto più onerose rispetto a quelle previste dal contratto: questo ha generato un traffico continuo e, a quanto pare, molto costoso.

In diversi hanno già esposto proteste e proposto il reclamo: “nessuno ci ha avvisati”.

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La lettera di autorizzazione di ieri, inviata da Banca Centrale ai Commissari, ha consentito di adottare le misure previste dal decreto e quindi di soddisfare le richieste dei correntisti che si sono presentati agli sportelli per ritirare la prevista quota parte dei loro depositi: fino ad un massimo di 2 mila euro al mese.

 

C’è da rilevare che alcuni di loro hanno consegnato agli impiegati una autocertificazione, ma l’ufficio stampa di Banca Centrale ribadisce che questa non è necessaria per il prelievo dei 2 mila euro previsti dal decreto: la documentazione è invece necessaria per le imprese che intendano procedere a pagamenti di fatture o altri impegni di spesa.

Il modello di autocertificazione, che gli interessati potranno scaricare e compilare è disponibile sul sito di Banca Cetrale per evitare che essi si debbano recare personalmente agli sportelli.

Una giornata tranquilla e ordinata quindi, segnata anche da buone notizie che evidenziano la fiducia degli utenti nella propria banca, anche in un periodo così complesso.

Una cliente di Banca Commerciale, titolare di un certificato di deposito in scadenza, per una cifra di 100 mila euro, ha dato disposizione di rinnovarlo, confermando l’incarico di gestire i propri risparmi.

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Non era la prima volta che l’avvocato e notaio Livio Bacciocchi era interessato da movimenti di denari importanti e provenienti da transazioni già indagate dagli organi inquirenti italiani: questo è quanto trapela dall’informativa della Dia.

“L’attività tecnica – scrive la Dia – ha evidenziato i sistematici rapporti tra Francesco Vallefuoco e Livio Baciocchi, personaggio già noto alle cronache nazionali relativamente alla vicenda “Telekom Serbia” e le relative tangenti pagate attraverso il flusso di capitali movimentati, mediante la finanziaria sammarinese denominata “Finbroker”.”

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In Repubblica si aspettano innocui annuvolamenti che si faranno più o meno estesi nel corso del weekend. La temperatura nelle prossime ore tenderà ad aumentare, soprattutto nei valori minimi grazie al flusso in quota che si farà prevalentemente sudoccidentale.

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Il protagonista della vicenda è un disoccupato di 35 anni, che si era inventato un lavoro avviando un’attività commerciale online che in circa sei anni gli aveva reso guadagni ingenti. Purtroppo, però, lo aveva fatto in maniera del tutto illecita: egli aveva aperto una sede legale fantasma nella Repubblica di San Marino, andando avanti senza pagare tasse.

Incappato in un controllo antipirateria della Guardia di Finanza di Taranto e della Siae di Bari, oltre ad una denuncia per evasione totale di circa 11 milioni di euro negli anni dal 2005 al 2010, ora dovrà pagare una sanzione pecuniaria di 18 milioni di euro.

L’uomo poteva lavorare comodamente in casa (a Statte) attraverso un negozio virtuale. E’ riuscito ad effettuare la vendite per un totale di 14 milioni di pezzi. Ma di tali vendite, effettuate con aste in varie modalità su e-bay, non risultano fatture di vendita

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I versamenti partiranno dal 1° luglio 2012 e avranno un’aliquota dello 0,5% sull’imponibile previdenziale. Nel 2014 l’aliquota si alzerà arrivando all’1%. Dal 2016 si aumenta ancora di mezzo punto percentuale per arrivare al 2018: l’aliquota raggiungerà il 2%.

La somma versata dal lavoratore sarà solo la metà, che verrà compensata dai versamenti del datore di lavoro con le stesse aliquote.

Discorso differente, invece per gli autonomi: dovranno provvedere da soli all’intera aliquota e pagheranno quindi l’1% dal 2012, il 2% dal 2014, il 3% dal 2016 ed il 4% dal 2018.

Le uniche categorie che si astengono dalla contribuzione sono i lavoratori che, al 1° luglio 2012 avranno già compiuto 50 anni. In più sono esenti anche le assistenti a persone permanentemente inferme.

Si potrà esercitare, inoltre, l’atto di incrementare il fondo con contribuzioni volontarie: esse saranno deducibili fino alla somma di 2.500 euro. Dopo 8 anni di contribuzione, è possibile chiedere l’anticipazione del 30% della somma versata ma solo in determinate circostanze: spese sanitarie, acquisto o la ristrutturazione della prima casa, spese universitarie dei componenti del nucleo familiare e in caso di disoccupazione da almeno un anno senza accesso agli ammortizzatori sociali.

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La ditta sammarinese di mobili, Colombini si estende ancora. Dopo la notizia di pochi giorni fa dell’espansione in Cina, arriva l’inaugurazione del primo punto vendita spagnolo, a Madrid. Ecco qui di seguito il comunicato stampa di Colombini:

 

 

Entro la fine dell’anno prevista l’apertura di altri quattro negozi. Ulteriori cinque punti vendita monomarca Colombini (di cui uno sicuramente a Valencia) nasceranno nel 2012.

Continua l’espansione all’estero del gruppo Colombini. La scorsa settimana infatti è stato inaugurato il primo punto vendita di Colombinicasa in Spagna, a Madrid. Prima della fine dell’anno i negozi saranno cinque in tutto: altre aperture sono infatti previste a Sant Andreu de la Barca (Barcellona), Palencia, Salamanca e Mondragon. Sempre in Spagna nel 2012 è inoltre prevista l’apertura di altri cinque punti vendita monomarca col marchio Colombini, di cui uno sicuramente a Valencia.

A questo evento, andato in scena lo scorso 17 novembre, erano presenti numerosi giornalisti di testate nazionali di settore e ben 150 tra architetti e decoration company, a confermare l’interesse per l’alto livello raggiunto dal gruppo sammarinese, leader nel settore dell’arredamento.

Negli anni a seguire inoltre è previsto un ulteriore sviluppo di investimenti in questo Paese, alla ricerca di sempre nuovi clienti e di partner storici per condividere il concept Colombini.

La Spagna ha sempre rappresentato per il gruppo uno dei mercati più rilevanti: da quando è stata operata la scelta di internazionalizzazione infatti è stato subito notato come i clienti spagnoli apprezzino lo stile tipicamente italiano dell’arredamento proposto da Colombini. E non è un caso che la Spagna rappresenti per Colombini il terzo mercato di esportazione, dopo Francia e Grecia.

Nel frattempo Colombinicasa ha aperto anche a Parigi, Kiev, Stoccolma e Tallin. Senza dimenticare che un altro dei mercati di riferimento è quello cinese, un feeling con la Cina che è stato dimostrato e consolidato proprio a fine ottobre con l’inaugurazione di uno showroom nel cuore del design district di Shanghai.

Il Gruppo Colombini, fondato nel 1965 dalla famiglia Colombini, è guidato oggi da Ivo Colombini, Presidente del Gruppo, ed Emanuel Colombini, Amministratore Delegato. Il Gruppo rappresenta la più grande azienda sul territorio italiano nel settore delle camere singole con una superficie produttiva di circa 250 mila metri quadri, distribuisce i suoi prodotti in Italia e all’estero.

Del gruppo fanno parte anche gli storici marchi cucinieri Febal, Artec e Rossana. I collaboratori del Gruppo, tra diretti e indiretti, sono più di 1000.

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La sessione del Consiglio Grande e Generale si apre questa mattina  e vedrà come punto principale il bilancio dello Stato.

Terrà occupati i consiglieri fino a venerdì 2 dicembre. Una sessione particolarmente impegnativa che mette sul tavolo l’assestamento di bilancio 2011, il rendiconto Generale dello Stato, le relazioni della Commissione di controllo della finanza pubblica e i bilanci consuntivi degli Enti Pubblici per il 2010.

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I Segretari del Congresso di Stato, hanno ascoltato ieri una registrazione di affermazioni del comandante Achille Zechini ad un raduno della Polizia di Stato al quale sarebbe stato invitato in qualità di ex sindacalista del Siulp e non in veste di comandante della Gendarmeria. La serata in questione avvenne la scorsa settimana a Forlì.

Lasciano perplessi i membri del Congresso di Stato, le dichiarazioni del Comandante della Gendarmeria: nella registrazione ascoltata con stupore da parte del Congresso si sentiva il comandante Zechini affermare la sua volontà di ritornare in polizia dopo sette anni che si trova a San Marino. La Repubblica sarebbe stata poi descritta tra il serio e il faceto. Emersi, inoltre, apprezzamenti poco lusinghieri verso gli altri corpi e affermazioni molto critiche verso la politica che mette il naso dappertutto.

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Due ragazzi italiani di 25 anni che si trovavano sul Titano sono stati fermati dalla Polizia Civile a Borgo Maggiore. Fino a qui niente di strano, dunque, se non fosse che i due erano in possesso di sostanze stupefacenti.

Nel corso del controllo di routine, i poliziotti hanno notato un certo nervosismo nei due giovani e hanno deciso di approfondire il controllo e perquisirli: hanno così trovato lo spinello di hashish e tre dosi di cocaina addosso ai due.

I due sono stati per detenzione e introduzione di sostanze stupefacenti.

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Che fine faranno gli yacht sequestrati? Verranno distrutti.

Il mancato pagamento Iva, infatti, viene contestato perché, nonostante le imbarcazioni siano immatricolate nella Repubblica di San Marino, il loro uso avviene in Italia. Da questo punto si arriva al contrabbando: San Marino viene semplicemente considerato come paese extracomunitario. Il “problema”, quindi, è sicuramente diplomatico tra i due paesi e rimarrà vivo fino a che San Marino non avrà concluso un accordo con l’Italia in materia fiscale.

Per quanto riguarda la distruzione dei beni, in fine: il Tuld (testo unico sulle dogane) prevede che il bene di contrabbando, a sentenza definita, venga distrutto entro 60 giorni se un’amministrazione non ne fa richiesta.

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I frontalieri di San Marino si presenteranno davanti alla Prefettura di Rimini con bandiere e striscioni per salvare la franchigia.

La manifestazione è stata indetta ieri dal Csir nel corso dell’ assemblea che nel pomeriggio si è tenuta al teatro Dogana di San Marino.

Ecco quanto annunciato dal presidente del Csir, Luca Montanari: “Abbiamo già chiesto anche un incontro con il prefetto in cui rivendicheremo il ripristino della franchigia e un’azione politico\diplomatica diretta al governo sammarinese per la parità di trattamento fiscale di tutti i lavoratori”.

Dopo il pressante negoziato andato avanti per mesi e al sostanziale via libera del Csu alla riforma che doveva essere approvata entro quest’anno, ma la cui introduzione è stata invece posticipata al 2013, sarè mantenuto anche per il prossimo anno l’art. 56, sebbene accompagnato da un meccanismo di rimborso per i redditi medio-bassi.

Il commento di Montanari su questa soluzione: “Una soluzione tampone assolutamente insoddisfacente, contorta e confusa e che soprattutto non cancella la discriminazione fra lavoratori residenti e frontalieri”.

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L’atto di cessione di Banca del Titano, le origini dello scandalo del 2007, è stato reso pubblico. Quello scandalo che ha sottratto agli abitanti del Titano almeno 500 euro a  testa!

Nel documento presentato, figura la cosiddetta immunità giudiziaria che mette al riparo i vecchi proprietari da azioni di responsabilità contro di loro a tempo perenne

Altra citazione piuttosto singolare (per non utilizzare altri termini) la esclusione dello Stato come creditore. Tutto questo nonostante la somma investita e avallato da Banca Centrale attraverso la firma del Presidente.

Anche i soci della San Marino  International Bank (ora in amministrazione straordinaria) avranno un trattamento uguale, o quanto meno simile, a quello dei loro predecessori in Banca del Titano?

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Senza la palla al piede Tremonti, ritorna di attualità la trattativa fra Italia e Svizzera per la tassazione dei risparmi mantenuti nelle banche elvetiche dagli italiani. Ma la novità più rilevante è che questo accordo potrebbe riguardare anche la Repubblica del Titano.

Andiamo con ordine. L’ accordo dovrebbe ricalcare l’intesa già siglata da Berna con Londra e Berlino: un’ imposta secca sul capitale detenuto in Svizzera che oscillerebbe tra il 20 e il 34% della somma, ed una tassazione futura sugli interessi, pari a quella applicata nel paese di residenza, in Italia il 20%.

A quanto pare all’interno del nuovo governo a guida Monti non ci sarebbe un vero e proprio entusiasmo rispetto a questa possibilità, ricalcando in questo senso il “Tremonti pensiero” che mandò tutto all’aria. Tuttavia la necessità di fare cassa in tempi brevi e il “niet” del Pdl a patrimoniale ed Ici, potrebbe fare cambiare idea a Mario Monti. Lo spiega un alto dirigente di un primario istituto di credito sammarinese: “Faranno di certo l’accordo con la Svizzera. Ed è probabile che venga raggiunto anche con il Titano: Tremonti ne faceva una questione personale, non voleva neanche sentir parlare di noi. Adesso le cose sono cambiate. A quanto so, in maniera ufficiosa, è già stato sondato qualcosa anche durante gli ultimi tavoli tecnici a Roma. Stiamo a vedere, si tratta comunque di un’ottima opportunità anche se noi abbiamo già rinunciato a molto e francamente non vedo quali contropartite potremmo offrire. Non siamo la Svizzera”.

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